Domenica 12 aprile, ricorre il 60esimo anniversario da quando il governo degli Stati Uniti ha dichiarato come sicuro, efficace e potente il vaccino antipolio del dott. Salk. Durante questi 60 anni, il numero di casi di polio è sceso del 99 percento di tutto il mondo. Adesso ci sono solo tre Paesi restanti polio-endemici, e siamo più vicini che mai a eliminare per sempre questa malattia invalidante.

Il vaccino antipolio inattivato del dott. Jonas Salk (IPV) è stato fondamentale per aiutarci a raggiungere il nostro obiettivo di un mondo libero dalla polio. Prima di essere largamente disponibile, solo negli Stati Uniti, restavano paralizzati oltre 35.000 persone l’anno a causa della poliomielite. Nel 1957 – due anni dopo l’introduzione del vaccino Salk – i casi negli Stati Uniti era scesi di quasi il 90 percento, e nel 1979, la polio era stata debellata nel territorio statunitense.

L’impatto sul resto del mondo ha richiesto più tempo. Nel 1988, quando il Rotary International ha lanciato la Global Polio Eradication Initiative (GPEI) insieme ai suoi partner Organizzazione Mondiale della Sanità, l’UNICEF e i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie, la polio continuava a paralizzare i bambini in 125 Paesi. Oggi, la polio rimane endemica in solo in tre: Afghanistan, Nigeria e Pakistan. E sono trascorsi già più di otto mesi dall’ultimo caso riportato in Nigeria, che rende più vicina la possibilità di liberare l’Africa dalla polio.

Il vaccino di Salk svolgerà un ruolo importante nell’ambito della strategia finale contro la polio allorquando 120 Paesi introdurranno quest’anno l’IPV nei loro sistemi di immunizzazione di routine. I leader di questo sforzo sono i partner GPEI e Gavi, un’alleanza globale per i vaccini, insieme a Sanofi Pasteur, il più grande produttore del vaccino antipolio.

“Mentre oltre 120 Paesi di tutto il mondo si apprestano ad introdurre l’IPV nel loro sistema sanitario, siamo all’inizio dell’ultimo capitolo della polio”, ha dichiarato Olivier Charmeil, Chief Executive Officer della Sanofi Pasteur. “Alla Sanofi Pasteur, abbiamo avuto una visione a lungo termine dell’IPV come strumento di salute pubblica finale in grado di completare il lavoro iniziato con il vaccino antipolio orale (OPV)”.

a cura di Maureen Vaught
Rotary News