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Care amiche, cari amici,
nella recente riunione del “Passaggio della Campana” ho brevemente accennato al “metodo” seguito per la redazione del “Piano Triennale” e del “Piano Direttivo 2011/12”:
- partire dalla “visione” da qui a tre anni (“come vogliamo che il nostro Club sia fra tre anni”) e individuazione dei relativi obiettivi; conseguente definizione degli obiettivi per l’anno rotariano 2011/12 come “primo passo” per raggiungere quelli triennali;
- in un’ottica di continuità, condivisione di tali piani e obiettivi con il maggior numero di soci possibile (Presidente Incoming innanzitutto, Consiglio Direttivo, Presidenti di Commissione, Past Governor e Past president).
Piano Triennale e Piano Direttivo 2011/12, redatti secondo il metodo descritto e inviati al nostro Governatore nei tempi previsti, sono riportati in allegato.
La presente relazione Programmatica è, conseguentemente, una “sintesi operativa” di tali documenti.
Obiettivi del triennio e dell’ anno 2011/12
“Come vogliamo che il nostro Club sia fra tre anni?”. Per rispondere a questa domanda, e proporre agli altri soci le risposte, ho cercato di approfondire tre aspetti:
- Il primo, personale, è la risposta alla domanda : perché da 22 anni sono socio del Rotary ?
- Il secondo: cosa dice il nostro “testo sacro”, il “Manuale di Procedura”, sulle finalità del Rotary?
- Il terzo: cosa ci può dire la “storia” degli oltre 100 anni di Rotary?
Non vi sto qui a raccontare tutto il percorso seguito (per chi ne avesse proprio voglia, sono personalmente disponibile a condividere i vari aspetti). La sintesi, mia personale e quindi forse non perfettamente ortodossa, ma comunque condivisa con molti di voi è questa: i valori essenziali del nostro Club sono tre:
- amicizia: essenzialmente “affiatamento”, “piacere di stare bene assieme”;
- azione: la nostra amicizia è certamente un valore “autonomo”, ma - per non rimanere sterile ed essere valorizzata al meglio- deve essere anche “strumento” per la nostra disinteressata azione verso l’esterno del Club (”Serve above yourself”);
- organizzazione: è evidente che un’efficiente organizzazione favorisce lo sviluppo sia dell’affiatamento sia dell’azione.
Se questi sono i valori essenziali del nostro Club, l’obiettivo di fondo che possiamo darci è evidentemente di operare per il loro rafforzamento.
Fissati gli obiettivi qualitativi del triennio (”rafforzamento dell’affiatamento, dell’azione e dell’organizzazione”) ho cercato- per mia deviazione professionale, che mi vede da sempre confrontarmi ogni anno con un budget “numerico” da conseguire- di tradurre tali obiettivi in traguardi “quantitativi”, a livello triennale e annuali per il 2011/12. La sintesi (come detto, e non lo ripeto più, condivisa con molti di voi), è riportata nella tabella che segue:
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Situazione attuale
(al 31.5.2011)
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Obiettivi
A.R. 2011/12
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Obiettivi triennali
(al 30.6 2014)
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N.soci : 88
Età media: 63 anni (*)
Assiduità : N. 28 soci/riunione
(media ultimi 4 anni delle riunioni “ordinarie”)
Nel Rotary International il 68% dei soci ha più di 50 anni; nel nostro Club tale percentuale è pari all’ 85%.
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N. 90 soci, con riduzione età media.
Assiduità: N. 30 soci/riunione
3 incontri di formazione rotariana; tutoraggio nuovi soci
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Amicizia e affiatamento
Incremento dell’effettivo a 93 soci (+5%), con riduzione dell’età media; incremento assiduità; formazione su R.I.
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Il Club si è prequalificato per presentare progetti cofinanziati dalla RF.
Progetti caratterizzati da prevalente impegno in termini finanziario.
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Presentazione di 1 progetto da cofinanziare con RF
Progetti del Club finanziati essenzialmente da raccolta fondi
Attuazione di 2 progetti con coinvolgimento diretto dei soci
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Azione
Progetti :a) “cofinanziati” dalla Rotary Foundation (RF) e/o con raccolta fondi b) con coinvolgimento diretto dei soci
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4 soci del Club presenti nell’organigramma distrettuale 2011/2012, di cui 2 a livello di Presidente di commissione
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4 Soci del Club nell’organigramma distrettuale 2012/13,di cui 3 a livello di Presidente di commissione.
Informatizzazione della documentazione del Club
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Organizzazione
Significativa presenza del Club nell’organico distrettuale; consolidamento della base informativa del Club
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La chiave di lettura degli obiettivi appare evidente:
- la crescita dell’affiatamento, dello star bene assieme, si traduce evidentemente sia nel “continuare” a stare nel Club, con conseguente mantenimento dell’effettivo e con l’ingresso di nuovi socì (possibilmente giovani, per favorire il naturale ricambio generazionale), sia in una maggiore partecipazione alle attività del Club(assiduità); amicizia ed affiatamento personale sono rafforzati da opportuni momenti di formazione, per avviare /consolidare la conoscenza del Rotary, specie per i nuovi soci;
- l’azione esterna del Club si traduce in progetti di servizio: si auspica che, tendenzialmente, tali progetti: a) trovino un adeguato “cofinanziamento” da parte della Rotary Foundation (sia a testimonianza della loro “validità” rotariana, sia per incrementare la loro efficacia grazie alla maggiore dotazione finanziaria) e, comunque, trovino copertura finanziaria da specifiche raccolte di fondi, tramite opportune modalità; b) non siano limitate al solo sostegno finanziario dell’iniziativa, ma – nei limiti del possibile- prevedano anche l’impegno personale dei soci, secondo modalità che ne valorizzino l’esperienza personale e professionale;
- in tema di organizzazione, è auspicato un sempre maggior coinvolgimento dei soci del Club nell’attività del Distretto, anche con l’obiettivo- nel medio termine- di vedere un secondo Governatore provenire dal nostro Club.
I programmi
Fissati gli obiettivi quantitativi, rimangono da definire i programmi operativi per raggiungerli.
Ad inizio anno evidentemente non è possibile definire, nel dettaglio, i programmi operativi dell’intero anno. Posso però indicare una linea ed un metodo.
La linea, sostanzialmente, è quella di seguire la consolidata tradizione del Club in tema di riunioni, visite esterne, progetti. Tenteremo qualche esperimento in tema di minor formalità di alcune riunioni (specie quelle in cui relatori sono nostri soci) e di definizione dei progetti (nell’ottica –come detto- di una maggior partecipazione diretta dei soci). Cercheremo di coinvolgere sistematicamente il Rotaract, in particolare nell’attività progettuale: ciò sia per utilizzare la naturale maggior creatività dei giovani, sia per favorire sempre più la conoscenza reciproca, nell’ottica di un “naturale” ingresso nel Club degli ex Rotaractiani, nei momenti/condizioni opportuni.
Il metodo: sono consapevole che nei fatti, come molti past- President mi hanno raccontato, il Presidente è “solo”, e su di lui grava il maggior, se non totalitario, peso della gestione dell’attività dell’anno. Sono anche consapevole che molti indicano come via obbligata, e più efficace, per il Presidente quella di “tirare avanti per la tua strada” senza troppi complimenti. Ne sono consapevole. Peraltro, finchè troverò adeguata risposta, cercherò di applicare il modello di condivisione che ho esposto nel piano direttivo:
- coinvolgimento sugli obiettivi da realizzare di più Commissioni, e, in generale, dei soci che fossero interessati;
- monitoraggio sul “come stanno andando le cose” e su eventuali azioni di miglioramento assieme sia ai soci istituzionalmente coinvolti (Consiglio direttivo e Presidenti delle Commissioni) sia a tutti i soci che, con le opportune modalità, volessero condividere le loro idee in proposito.
In questo metodo sono confortato dall’esempio e dalle raccomandazioni del nostro Governatore, sintetizzato dalla citazione, al termine della sua relazione programmatica, di un vecchio proverbio del Kenya: “se vuoi arrivare primo, corri da solo; se vuoi arrivare lontano, corri assieme agli altri”.
Conclusioni
Per concludere, ancora due citazioni dalla relazione programmatica del Governatore, che rappresentano, a mio avviso, i due “estremi” delle possibili motivazioni rotariane:
Da una parte: “ Il Rotary non è solo un’associazione di servizio, ma è UN MODO DI VITA. Un’impostazione di vita volta all’etica, alla lealtà, alla disponibilità verso gli altri”.
Dall’altra (da un film di Woody Allen): “ Le domande che caratterizzano i Rotariani sono: chi siamo, dove andiamo, e qual è il menù?”
Il mio personalissimo giudizio, è che, anche in questo caso, è da trovarsi la “giusta distanza”. Volendo sintetizzare in una frase il mio programma, posso dire che “come Presidente cercherò di fare le cose seriamente, senza prendermi troppo sul serio”.
Grazie per l’attenzione,e buon anno rotariano a tutti.
Rocco Maria Reale |